COMUNE DI MONFALCONE

Conosciuta come “La città delle navi da crociera” per l’importante presenza della Fincantieri, Monfalcone è una città industriale ma anche una realtà commerciale e di servizi, soprattutto grazie alla presenza del porto.
L’area di Monfalcone è sempre stata zona di confine e punto di transito nelle comunicazioni da e verso l’Europa centro-orientale, questa collocazione ne ha fatto anche oggetto di incursioni che hanno in larga parte distrutto le più antiche tracce di storia della città. Ad oggi, gli insediamenti preistorici di cui esistono tracce risalgono ai castellieri: quattro nell’area di Monfalcone. Il più simbolico dei quali sicuramente la Rocca di Monfalcone, luogo scelto per la posizione strategica dalla quale si controllava la costa da Grado a Trieste, finanche all’Istria settentrionale. La zona di Monfalcone era di importanza strategica per il controllo delle invasioni dall’est, e l’Imperatore Ottone I donò i centri abitati e le fortificazioni al patriarca di Aquileia perché controllasse le invasioni degli Ungari: a quest’epoca risale la prima Rocca di Monfalcone.
Allo sfaldamento dei poteri dovuto alle lotte intestine seguì il subentro del dominio di Venezia che prese il controllo della città e della Rocca nel 1420. Nei quattro secoli seguenti l’area di Monfalcone fu ancora teatro di sanguinose guerre contro i Turchi prima (1470-1499) e Austriaci e Germanici poi (1508-1521). Il dominio di Venezia si concluse con l’avanzata delle armate Napoleoniche che, di passaggio verso Trieste, conquistarono la Rocca.
Dopo vari passaggi di mano, la città passò stabilmente sotto il controllo degli Austriaci nel 1814. Tutta la zona di confine nel nord-est d’Italia fu fortemente segnata dalla grande guerra, la guerra tra Regno d’Italia e Impero Austroungarico cominciò nel maggio del 1915. La città subì gravissimi danni e venne riconquistata dagli Austriaci dopo la disfatta di Caporetto e la drammatica ritirata delle forze italiane, costrette a ripiegare fino al Piave. La città tornò in mano italiana solo a guerra ormai conclusa, il 24 ottobre 1918, e senza l’uso della forza.
La ripresa di Monfalcone del dopoguerra gravitava intorno ai cantieri navali, frenata dalla crisi del ’29. Tra la fine della guerra ed il 1929, si ebbe la ricostruzione ed il completamento del villaggio operaio di Panzano, progettato dall’ingegner Dante Fornasir per conto dei fratelli Cosulich.
Il 10 giugno 1940 anche Monfalcone, come tutto il Paese, entrò in guerra. Il 19 marzo 1944 ci fu il primo bombardamento di Monfalcone e ne seguirono molti altri, che provocarono un centinaio di vittime e gravi danni agli stabilimenti industriali ed alle abitazioni specialmente a Panzano. La ripresa della produzione, in particolar modo nel settore navale, avvenne appena a partire dal 1950. Negli anni Settanta i Cantieri navali si specializzarono nel campo della costruzione di grandi navi petroliere e dal 1985 invece nell’ambito delle navi da crociera.
Oggi Monfalcone non è solo un importante polo industriale; la città rivela anche inediti volti storici, come nella Rocca di origini medievali, monumento simbolo della città. Al suo interno c’è il Museo paleontologico, con reperti che illustrano la storia geologica a partire da 500 milioni di anni fa.
Segno del legame storico e attuale tra l’industria e il territorio è rappresentato dal Museo della Cantieristica – Mu/Ca, situato nel rione di Panzano, company town sorta intorno al polo cantieristico. Unico museo italiano dedicato alla cantieristica navale, viene inaugurato nel 2017 e illustra, attraverso testimonianze e documenti, oltre un secolo di storia, utilizzando un linguaggio contemporaneo e servendosi delle più moderne tecnologie multimediali. Il Museo offre la possibilità di prenotazione di una vista guidata abbinata alla visita ai Cantieri Navali di Monfalcone.
Nei dintorni di Monfalcone, particolarmente coinvolgente è il Parco tematico della Grande Guerra, dove ci si può immergere nel periodo tra il 1915 e il 1918 e passeggiare tra trincee e camminamenti. Il Parco è collegato con sentieri C.A.I. , carrarecce e trincee al Museo all’aperto del comprensorio difensivo della Dolina dei Bersaglieri, al museo all’aperto di San Martino del Carso e al Museo all’aperto del Monte San Michele.
In centro città presso l’edificio restaurato del vecchio mercato coperto ha sede la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, che dal 2004 è entrata a far parte dell’AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, e costituisce uno dei maggiori spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea del Friuli Venezia Giulia.
Il comune di Monfalcone per la sua collocazione geografica è punto di congiunzione e raccordo di due importanti sistemi ciclabili regionali e europei: quello del litorale, dal Veneto alla Slovenia e quello che arriva a l’Adria Bike, dall’Austria a Grado.
Su questi presupposti si è basata anche l’attività svolta dall’ente nell’ambito del progetto europeo INTERBIKE II che ha avuto come finalità anche quello di lanciare le città di Monfalcone e di Capodistria come due punti terminali di valorizzazione della visita dei rispettivi territori con l’utilizzo della bicicletta, anche attraverso collegamenti intermodali come Bici Bus nella tratta da Grado – Monfalcone – Capodistria e vv.
L’obiettivo dell’amministrazione permane quello di incentivare sempre di più il cicloturismo da un lato, e di implementare gli interventi in ambito turistico dall’altro lato, che riguardano il territorio anche transfrontaliero, abbinando il litorale da un lato e il carso dall’altro, nel rispetto di uno sviluppo territoriale sostenibile.

Per maggiori informazioni:

www.comune.monfalcone.go.it

www.mucamonfalcone.it